|
![]() |
![]() |
|
|
toponomastica
"Salento" o "Terra dOtranto"?
Nel XVI sec. Carlo Siconio descrive il Salento nel libro IX della sua Historia de regno Italiae, nel 1671 Ottavio Beltramo nelledizione napoletana della Descritione del regno di Napoli diviso in 12 province, riporta come settima la provincia di Terra dOtranto che fu anticamente denominata anche Hidrunto, Iapigia, Messapia e Salentina. Nel testo questa provincia confina dalla parte di ponente con la Basilicata, per tramontana con la terra di Bari, nel restante di tramontana e greco è bagnata dal mare Adriatico e di levante, scirocco e mezzogiorno dal mare Ionio. Nel XVIII secolo labate cistercense Ferdinando Ughelli nel tomo VIII dellItalia Sacra, edizione veneta del 1721, fa un excursus storico-geografico sulla Provincia Decimanona Seu Salentina quam hodie terram Hydrunti vocant ..Terra Hydruntina primum Iapygia Messapiaque, indi Calabria, et Salentinorum regio fuit dicta Japygia ab Japygibus, qui Messapia denominata a Messapio Graecorum ductore .Salentium Fastus solum derivat quae Salentini pene circunquanque mari ambiuntur .Hodie ab incolis ad Hydrunte Terra Hydruntina, vulgo Terra dOtranto, dicitur. Unaltra testimonianza relativa alluso del toponimo Salento è quella del canonico Giuseppe Pacelli erudito e appassionato geografo e cartografo, che con lAtlante Sallentino elaborato nel 1807, traccia la mappa dellantica provincia di Lecce e fornisce utili notizie etnografiche e demografiche. Cosimo De Giorgi, nella sua descrizione geologica e idrografica del 1922 descrive la provincia di Lecce come la Terra tra i due mari Adriatico e Ionio partendo da una linea condotta dal punto piu interno del golfo di Taranto fino alla contrada del Pilone a nord di Ostuni. Il Salento che descrive il De Giorgi si identifica con la provincia di Lecce che allora comprendeva la superficie territoriale delle attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto ( C. De Giorgi , Cenni di geografia fisica della provincia di Lecce- Lecce 1889). Per Domenico Novembre, il Salento è larea geografica che si protende nel mezzogiorno verso la Grecia e lAlbania, sviluppandosi a sud della strozzatura nota con il nome di Istmo messapico, il famoso Paretone dei Greci ancora esistente in diversi tratti del Salento; un po come lantica muraglia cinese costruita a salvaguardia del territorio dalla minaccia dei barbari dislocati là del muro. In Toponomastica pugliese dalle origini alla fine del Medioevo di Giovanni Colella edita nel 1941, lautore riassume le condizioni storico-geografiche della Puglia dopo la conquista romana. Nella Puglia sin da allora cominciarono a distinguersi tre parti: quella settentrionale (Daunia), quella centrale (Peucetia) e quella meridionale (Terra dOtranto) che comprende oggi le tre province di Brindisi,Taranto e Lecce. Mario Cosmai in suo recente studio Antichi toponimi di Puglia e Basilicata, sostiene che i Romani indicavano con Salentini gli abitanti delle paludi acquitrinose che si addensavano intorno al golfo di Taranto e con Calabri, gli abitanti delle colline. La civiltà messapica, quella italico-greca e quella romana crearono unarmonica connessione nella millenaria vicenda del Salento sviluppando una civiltà salentina sino alla fine delletà classica finché, allinizio del Medioevo, lo scontro intorno ai massimi poteri: papato ed impero non costituisce un elemento di frattura. Nel periodo successivo dopo il tracollo della potenza bizantina e lavvento dei Normanni ,il Salento è caratterizzato dalla spiritualità e cultura del movimento basiliano e toponomasticamente è divenuta ormai Terra dOtranto. In questo periodo Ruggero II, che fondò il Regno di Puglia e Sicilia, suddivise il regno in 14 giustizierati o province, tra cui la provincia di Terra dOtranto, che comprendeva la fascia geografica della penisola salentina, indicata dagli scrittori antichi con il nome di Japigia, Messapia, Calabria e Salento. la vita amministrativa dal modello francese ai nostri giorniLe circoscrizioni provinciali così come costituite ai tempi di re Ruggero conservarono le stesse caratteristiche fino al XIX secolo quando, agli inizi e sul modello legislativo francese, la provincia si configura in circoscrizione governativa, retta da rappresentanti e ufficiali del governo centrale (legge 8-agosto 1806 no. 132, emanata da Giuseppe Bonaparte che ripartiva il Regno di Napoli in 13 province divise in distretti e università). La provincia di Terra dOtranto con capitale Lecce comprendeva i distretti di Mesagne e di Taranto.Con la legge n. 1697 del 12 aprile 1813 fu sancita la formazione di un quarto distretto con capoluogo Gallipoli, mentre il distretto di Mesagne mutava denominazione in distretto di Brindisi. Allindomani dellunificazione del Regno dItalia con la legge del 20 marzo 1865 la Terra dOtranto viene designata 56° circoscrizione statale, con Lecce capitale e sede dellufficio di Prefettura, retta dal Prefetto, massima autorità governativa. Con lavvento del fascismo si assiste ad un tracollo dellistituto della provincia in generale e alla disgregazione della unità territoriale amministrativa della provincia di Lecce. Lecce, capoluogo di Terra dOtranto e centro di cultura e formazione giuridica aveva conservato nel corso dei secoli unegemonia culturale ed esercitato un ruolo prestigioso ed emergente su tutta la Terra dOtranto, ruolo che le veniva sottratto nella nuova realtà territoriale. |