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p. di LECCE
Andrano
Marina di Andrano
Andrano storia

Secondo la tradizione, l’origine del paese è legata a l’arrivo di alcuni cretesi, espulsi dalla madre patria e sospinti dal vento sulle coste salentine. I fuggiaschi approdaroro a Feronzo e solo successivamente, per le continue incursioni piratesche, si trasferirono per qualche chilometro nell’entroterra. Più probabilmente il paese nasce dalla distruzione del casale di Cellino, avvenuta nel 450 durante le guerre gotiche che insanguineranno in quel periodo l'intero Salento.

arte e architettura

I monumenti principali in paese sono: il castello a pianta quadrangolare rinforzato con agli spigoli dei torrioni di sezione quadrata nel prospetto principale. Sul retro si erge un torrione circolare con archetti e beccatelli e cordone marca-piano. Il prospetto principale conserva una caditoia perpendicolare al portale d’accesso e un pregevole balconcino del XVIII secolo posto sul torrione di sinistra, mentre, l’interno del cortile, presenta delle belle balaustre del XVII secolo.

Da visitare la chiesa dei domenicani del 1561 con la tomba di del capitano di ventura Gian Antonio Saracino che si era fatto onore sotto le mura di Otranto nel 1481, durante la liberazione della città martire dai turchi che avevano attaccato e depredato e riempito di violenze l’intero Salento. Secondo la tradizione Andrano si salvò grazie all’intercessione della Madonna delle Grazie patrona del paese come si può vedere da un quadro posto nell’omonima chiesa, dove la Madonna col Bambino lancia dardi infuocati contro le armate turche di Achmet Giedek pascià. In piazza regina Margherita la statua di S. Domenico del XVIII secolo, mentre, nei dintorni del paese, si può ammirare l’antico convento di S. Maria d’Amito; nei pressi c’è la cappella della Madonna di Attarico ed una laura bizantina che ormai ha perso malauguratamente gli affreschi.

Marina di Andrano

Nella Marina di Andrano da segnalare la Grotta Verde che prende luce da una bocca sotto il livello del mare, producendo una colorazione verde smeraldo.

autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis>