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Avetrana le masserie

Vogliamo dedicare più attenzione alle masserie del nostro territorio.
Abbiamo spesso, nel corso di questa guida, sottolineato che la mancata ma doverosa attenzione verso il centro storico ha prodotto il quasi totale disfacimento dello stesso a causa di una mai curata attenzione all'antico tessuto urbano. Temiamo che lo stesso spirito predatorio poco attento alla tutela del patrimonio culturale possa avviare lo stesso scempio per le masserie che da un po' di tempo in qua dopo essere stato "oggetto di abbandono" sono diventate centro di attenzione per un "recupero agri turistico" nel cui retroterra rimane ancora spirito predatorio. Le masserie sono storia del nostro paese quindi l'invito a considerare con la massima attenzione; la conservazione della "lettura storica", quasi fossero rari documenti, pur nel rispetto delle norme igienico sanitarie che oggi vigono. In questo occorre la massima sollecitudine di chi opera e la massima attenzione da parte di chi concede.
Le masserie corrispondono seppur "funzionalmente" alle fattorie del nord ma, sottendono ben altra storia. Il termine nasce nel periodo longobardo come, secondo lo "jus longobardorum" , (diritto longobardo) sono i contratti di dote matrimoniale che si concludono in Avetrana fino alla seconda metà del XVIII sec. Il contratto prende il nome di "massaria" da "massarius" che è colui che si impegna nei confronti del "dominus" (il padrone terriero) a coltivare le terre e a coglierne i frutti dietro la corresponsione di un canone in natura allo stesso "dominus". Massaria, e più tardi masseria, prese nome l'abitazione che il "massarius" erigeva a propria dimora nelle terre del "dominus". Spesso, e così accade per il territorio di Avetrana, i proprietari non sono del luogo allora sopra l'abitazione del massaro sorge la residenza, prevalentemente estiva, del proprietario e può accadereche in alcuni casi il semplice massaro diventi "cominanziero" (dallo spagnolo "comer" = mangiare) cioè, per concessione del proprietario, egli può consumare il pasto al tavolo dello stesso padrone.
Salvo alcune masserie (La Marina, Frassanito e la diruta Torre di Pierri che sono fortificate) le altre si presentano "a corte". In particolare le prime, cioè quelle fortificate, sono tali o perché poste in luoghi strategici (La Marina è a un paio di chilometri dalla costa e quindi sorge come seconda linea di difesa dagli attacchi saraceni).Le altre due poste assai distanti da qualunque centro urbano sorgono a difesa contro eventuali predatori (non da ultimo dal brigantaggio).
Che le masserie fossero "centri plurifunzionali" è attestato sia dalla complessità delle strutture e sia dai documenti che mostrano quanto numerosi fossero i nuclei familiari che presso di esse vivevano e lavoravano.
Spesso nei pressi o inglobate ad esse ancora esistono più o meno in rovina strutture adibite a culto (citiamo mass. Frassaffito, mass. Abbatemasi, mass. Li Strazzati, mass. La Marina).

tratto da "Avetrana - guida turistica" a cura del <Gruppo Archeo Avetrana> e della <Amministrazione Comunale di Avetrana>