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Avetrana cenni storici

Avetrana è un piccolo comune della provincia di Taranto posto alle estreme propaggini della Murgia Tarantina per chi scende dal nord; è incuneato tra le province di Brindisi e di Lecce. Il territorio si estende per 73,28 Kmq. e conta una popolazione di circa 8.000 abitanti
Pur distante pochi chilometri dal mare non vi ha alcuna pertinenza a causa di antiche quanto assurde delimitazioni sancite nell'alto medio evo durante il periodo della dominazione normanna. Superando vecchie quanto fragili interpretazioni etimologiche che tentavano di spiegarne il nome, studi più recenti lo fanno provenire da "Terra Veturiana" ossia terra appartenente ad un tal "Veturius" forse traccia di una antica centuriazione romana.

il periodo arcaico
frammento di tazza tricromica nello stile 'Ripoli'
il 'Torrino' costruito sull'antica specchia 'Crocecchia'

Il territorio, immerso un tempo nella grande foresta oritana di cui oggi residuano il Bosco di S. Martino e quello di Motunato, fu certo luogo ideale per favorire i primi insediamenti umani: le grotte che si affacciano sulle sponde del canale di S. Martino e la grotta di Villanova-Spècchia Rascìna testimoniano, con quanto in esse rinvenuto, presenze umane fin dal VI-V millennio a.C. e forse provenienti dal materano. Interessante sarebbe una visita al Museo Nazionale di Taranto. Si giunge poi fino all'età del bronzo (11-1 millennio a.C.) senza apprezzabili soluzioni di continuità (vedi Monti della Marina, Masseria Sinfaròsa, Spècchia Crocècchia oggi localmente nota col nome di "Turrinu" ed altri) Resta ancora inspiegata una struttura in cima ai Monti della Marina che alcuni vogliono essere i resti di una antica torre d'avvistamento messapica (consigliamo una visita a Manduria, grosso centro messapico).

dai romani ai nostri giorni

Chiusasi la fase protostorica si giunge alla presenza della espansione latina (in genere tra i secoli. IV e Il a.C.) come ad esempio in contrada S. Francesco poco a nord di Avetrana, ove si sono rinvenute le fondazioni di una antica fattoria romana oggi obliterate in attesa di un piano di recupero turistico (abbiamo inoltre motivo di ritenere altre presenze lungo la via per mare). All'alba dell'alto medioevo il territorio appare occupato da alcuni villaggi tra i quali emergono per citarne alcuni: S. Maria, S. Giorgio e Motunato (corrispondenti ai tre colli rappresentati nella stemma comunale).
Fatti più o meno fantasiosi o più meno leggendari vogliono che l'antica Avetrana sia stata fondata dal concorso di gente proveniente dai casali circumvicini, assaltati dalla furia distruttrice delle invasioni saracene del IX sec. d.C. e per trovare qui riparo all'ombra del grande "Torrione". Varie osservazioni ci permettono di dissentire. Basti considerare che il Torrione" è certamente di epoca non anteriore al XIV sec.; ancor più striderebbe l' evento se fosse avvalorata l'ipotesi che i vani ipogei posti alla base della torre rotonda e che si aprono sul fossato fossero in realtà antichissimi abituri.
Da allora vari signori si succedono nel possesso del piccolo "casale" che, solo con l'avvento dei Pagano (1481, secondo altri nel 1507) diverrà "Terra" ossia borgo fortificato da mura di cui oggi sopravanzano pochissimi monconi. Ai Pagano succedono gli Albrizi e nel 1651 (?) i Romano. Con la estinzione di quest'ultimo casato il feudo di Avetrana passa agli Imperiale, già signori del suffeudo di Modunato.
Gli Imperiale, famiglia di origine genovese. sono signori di vastissimi feudi a cavallo tra le province attuali di Taranto e di Brindisi (in merito, vale la pena visitare Francavilla ed Oria) tanto che si fregiano del titolo di Prìncipi di Francavilla e Marchesi di Oria. La storia feudale di Avetrana termina con la estinzione degli Imperiale-Francavilla (1782).
Nel 1804 i beni demaniali feudali sono dapprima incamerati al regio fisco e poi venduti ai conti Filo della Torre di S. Susanna. Avetrana è sede, durante i moti "carbonari" nelle lotte per l'Indipendenza, di una "rivendita". Tanto non meraviglia se si pensa che le prime sollevazioni d'indipendenza partirono dal sud (moti di Palermo 1820).

tratto da "Avetrana - guida turistica" a cura del <Gruppo Archeo Avetrana> e della <Amministrazione Comunale di Avetrana>