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Avetrana
il complesso foritlizio
Costituitosi in seguito all'aggregarsi di varie opere di carattere militare, vede la sua fase più antica nell'impianto del grande torrione a pianta quadrata. Viene attribuito, fino ad alcuni decenni orsono ad una epopea normanna, forse seguendo uno strascico tardo romantico Dati più recenti assegnano l'opera al periodo angioino forse in linea alla politica operata da quel casato di raccogliere in pochi centri le popolazioni sparse per le campagne. Il mastio, intorno alla seconda metà del XIV sec., è comandato da un tal Pietro Tocco. Nel 1378 Avetrana è riconfermata nella signoria dei Tocco con Guglielmo, figlio del precedente.
Nel fossato, presso la torre rotonda, rimangono tracce, considerate per molti anni come vecchie mangiatoie, di abitazioni scavate nella roccia la cui età è, senz'altro, anteriore alla costruzione del mastio che, presumibilmente, nasce non tanto come presidio militare a difesa di una comunità, quanto come torre di avvistamento. Si pensi a questo proposito, che in Avetrana ancora nel 1447, si censiscono tredici nuclei familiari (fuochi), quindi una popolazione oscillante intorno ad una quarantina di individui. Per esattezza sono enumerati i 'fuochi' che vengono tassati.
Il bugnato posto nella parte sommitale del mastio lo ricollega stilisticamente a simile opera in Leverano. Le finestrelle che si aprono nelle cortine murarie rivelano successivi adattamenti ai mutati canoni dell'arte bellica, originarie quelle superiori, quelle mediane presentano rifacimenti a 'gola di lupo' sia diritta che rovescia, a dimostrazione dell'introduzione delle armi da fuoco.
L'ambiente interno è diviso in tre ripiani originariamente costituiti a solaio piano poggiante su travi di legno ai quali si accede attraverso una angusta scaletta ricavata nell'intercapedine tra le cortine esterna ed interna della struttura. Il lato esterno che volge a sud, è caratterizzato da una rampa di scale che portavano ad un ponte in muratura tramite il quale si accedeva direttamente al primo piano del torrione. Seppure fotograficamente documentata l'esistenza di detto ponte, non chiara ne appare la funzionalità. Di epoca successiva (XV- XVI) la torre rotonda, la torretta a base quadrata e la cortina muraria che le collega. La torre rotonda detta anche del 'Cavaliere', ricostruitosi idealmente l'antico andamento della cinta muraria del piccolo borgo ( intorno al 1500 Avetrana conta circa 600 abitanti), svolge la funzione di torre d'angolo e risponde alle caratteristiche di un'arte bellica basata sull'uso delle armi da fuoco. Un marcapiano a toro individua i due piani di cui è costituita. La costruzione di detta torre dovette certo apportare modifiche ad una struttura preesistente le cui tracce sono da individuarsi in quella che oggi è descritta come 'casamatta'. A tal proposito si noti all'interno della stessa, la parte sommitale della porta che immette nel vano ricavato all'interno della torre tonda.
tratto da "Avetrana - guida turistica" a cura del <Gruppo Archeo Avetrana> e della <Amministrazione Comunale di Avetrana>
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