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In via S. Francesco si possono ammirare alcune case a corte e lentrata principale di uno dei tanti palazzi della famiglia Bardoscia, conosciuto con il nome di Casa Paterna e costruito allinizio del XX secolo con pregevoli decorazioni dove spiccano il mosaico pavimentale ed il sorprendente camino nel salone di gusto quasi orientale. Nella stessa via si trova il palazzo che diede i natali a Baldassarre Papadia che, con il libro Memorie storiche della città di Galatina nella Japigia stampato nel 1792, contribuì alla nomina di Galatina a città fatta il 20 luglio1793 da parte della Regia Segreteria di Stato. In piazzetta Orsini si trova la casa natale di Gioacchino Toma, uno dei maggiori pittori italiani dell800, nato a Galatina, ma vissuto a Napoli. Di fronte a quello che era lospedale orsiniano, ora sede comunale, si aprono via Robertini con lomonimo palazzo De Vito ora Greco e via Del Balzo con i palazzi Leuzzi con finestre ad arco finemente decorate e con quello che si presume fosse il palazzo dei Del Balzo ora Vergine. Ritornando in via Umberto I si può notare, per il suo colore, corte Baldi con lomonimo palazzo sede, oggi, di un albergo cittadino. Via Umberto I si chiude con alcune corti e palazzo Termetrio sulla sinistra e palazzo Tanza di stile neoclassico al lato opposto. Prima di svoltare a destra per via Lillo, si possono vedere il Sedile sede municipale del XVI secolo ora sede dei vigili urbani e la Torre dellOrologio datata 1860 e dedicata a Vittorio Emanuele II primo re dItalia. Ritornati in via Lillo, si aprono due strade ricche di bei palazzi; a destra via Cavour e a sinistra via Scalfo. In via Cavour le bellissime case a corte sono dei veri e propri gioiellini dove in un recente passato il popolino viveva avendo in comune diversi servizi tra cui quello della lavanderia. Per questo tutte le case a corte hanno un pozzo e un lavatoio in pietra leccese.Di gusto orientale è il mignano, una sorta di balcone con affaccio sia sulla strada che allinterno della corte. Spesso al di sopra dellarco dentrata della corte, il mignano era lavorato con motivi ed intagli fantasiosi .Di questo e delle iscrizioni nellarchitrave di porte e finestre dei palazzi e delle case a corte, si rimanda ad un'altra pagina. Nella stessa via Cavour, degni di menzione, sono un portale ligneo del 500, palazzo Gorgoni- Nuzzo con il bel cortile e la doppia scalinata in marmo, lex Casa del Fascio e lesterno gotico del coro della Basilica di S. Caterina dAlessandria.
Durante il percorso si segnala, in via DAruca, il laboratorio dellartista Antonio Baldari premiato in diverse mostre per loriginalità delle sue opere. L'artista produce dei capolavori non solo dalla pietra leccese ma anche dalla cosiddetta pietra viva cioè la dolomìa di Galatina presente in maniera considerevole nel territorio di Soleto, ora usata per abbellire muri di cinta, caminetti ed altro ancora mentre una volta serviva a lastricare di basoli le strade dei centri storici. Accanto alla casa-laboratorio di Antonio Baldari, un altro artigiano di origine algerina (Giuseppe) produce pezzi in terracotta destinati al mercato extra provinciale. autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis> |