territorio storia arte cultura ambiente turismo
RaiRo.it RaiRo.it
italiano
English
territorio
p. di LECCE
Galatina
stemma
mura, porte, torri
percorso culturale
extra moenia
basilica di S. Caterina
S. M. della Porta
casale Pisanello
altre cripte
gastronomia

Collemeto
Noha
Santa Barbara
riferimenti
percorso culturale
p. Alighieri
p. S. Pietro
c.so Garibaldi
da p. Libertà a p. Galluccio
intorno alla basilica di S. Caterina
intorno a p. Vecchia
da via V. Emanuele a via G. Lillo
Galatina percorso culturale da via V. Emanule a via G. Lillo
Palazzo Mezio

Partiamo da via Vittorio Emanuele che inizia alla destra di chi guarda la chiesa matrice e, appena imboccata la strada, troviamo in alto nella parete di scirocco della matrice una vecchia meridiana. Dopo pochi metri, dal lato opposto, potremo ammirare l’arco di palazzo Mezio che, al posto delle solite bugne, ha dei soffici cuscini. Superato questo bel portale i nostri sensi sono conquistati dalla flagranza e dalla voglia di un " pasticciotto" alla crema della rinomata “pasticceria Ascalone”. Una sosta per assaggiare la specialità dolciaria che contiene un elemento segreto che il titolare Andrea Ascalone serba gelosamente da intere generazioni.
All’angolo del laboratorio verso destra segnaliamo, in vico del Monte, i resti della chiesa legata al monte di pietà, legata alla congregazione dei nobili, e fusa, a quel tempo, con quella del SS. Sacramento (1579) anno in cui venne fondato dai padri cappuccini il monte di pietà. Tra i fondatori ci fu sicuramente Orazio Vernaleone che, preso l’abito monastico sotto il nome di Mauro da Galatina nell’eremo camaldonese nella diocesi di Arezzo, aveva disposto nel testamento che tutti i suoi beni fossero legati al monte di pietà. Attualmente non vi sono più tracce dei locali del monte, ma rimane un piccolo altare a ricordare la chiesa del monte dedicata alla Vergine Maria di Costantinopoli che si estendeva nell’area attualmente occupata dal palazzo di proprietà delle sorelle Gaballo.

Il monte di pietà oltre ai poveri aiutava anche le fanciulle, mettendo a disposizione venti ducati per il matrimonio di un' orfana sorteggiata nel giorno del SS. Sacramento; un tomolo di grano per il pane dei poveri alla vigilia di Natale, lo stesso quantitativo nel giorno della circoncisione e due tomoli di grano al mese nel periodo da settembre a maggio.
Questa chiesetta aveva nell' arredo sacro un prezioso polittico bizantino conservato ora al museo provinciale “Sigismondo Castromediano”.

palazzo Termetrio
photo: fotoclub L'Occhio

Corso Vittorio Emanuele si chiude nello slargo dove si affacciano il c.d. “sedile” (antico municipio) e la “torre dell’ orologio” di cui abbiamo parlato in precedenza e alle cui spalle si trova corte dell’orologio con a lato palazzo Termetrio. In alto, quattro mascheroni osservano con il viso ghignante il nostro adoperarci quotidiano per una vita migliore. Quella dei mascheroni, messi a protezione delle case specie sui portali, è una consuetudine esistente in quasi tutti i popoli della terra sin dai tempi più antichi per proteggere sia le cose, ma anche gli uomini che abitavano le case dagli spiriti maligni.

Ritornati in via Lillo, al numero 45, segnaliamo la bottega “Artetika” di Flora Mangia una specie di spazio aperto alla progettazione, all’arredamento d’interni, al restyling, ma ancor di più al recupero dei materiali, dei colori e delle sfumature di luce legate alla nostra tradizione, ma con uno sguardo all’innovazione ed alla fantasia. Il negozio “Artetika” si propone, unitamente ai suoi consulenti, di cui ne parleremo in seguito, di diventare un punto di riferimento per artisti ed artigiani che vogliono scambiare idee ed esperienze artistiche cercando di ricreare con le loro opere quell' humus culturale che in passato fece grande Galatina . Collaborano con Flora Mangia il pittore Pasquale Pitardi, discepolo di Ugo Nespolo, Valentina D’Andrea, grafica, ma specializzata negli accessori di vestiti e di borse (collabora con il marchio Fiorucci per il negozio di Londra), Franco Martinucci che lavora la pietra leccese ed il ferro battuto, Antonio De Luca, geniale artista della pietra leccese capace di fantasiose opere per complementi d’arredo, Gemma Palamà, con la sua pittura ed oggettistica d’arte e la sorella di Flora, Fabrizia Mangia specializzata nei complementi d’arredo e negli arredamenti d’interni avendo aperto, anch’essa il negozio “ Collemani” in via Prato a Lecce.

autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis>