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Galatina
mura, porte, torri
Iniziamo a conoscere questa città davvero interessante partendo dal centro storico e cercando anche di immaginare come doveva essere Galatina qualche secolo fa allinterno delle mura erette la prima volta nel 1355.
Le prime mura di Galatina, che consentirono il passaggio dai vari casali o "chorion bizantini" alla prima fase di inurbamento della città, furono edificate nel 1355 da parte del feudatario Raimondo Del Balzo (zio del più famoso Raimondello Orsini Del Balzo il quale aggiunse al suo cognome quello della madre alla quale era affettuosamente legato e quello dello zio che gli aveva conservato la contea di Soleto che il padre Niccolò voleva dare al primogenito Roberto).
Due secoli dopo, nel 1540, con il governatore Pedro da Toledo vennero ricostruite le vecchie mura con le porte di accesso nella città tre delle quali visibili ancora oggi ormai dirute in più punti e allargate per la crescita demografica della città.
I lavori iniziarono dalla Porta della Piazza o Porta Maggiore e furono diretti da Evangelista Menga architetto militare famoso per aver costruito il castello di Copertino e le fortificazioni nellisola di Malta che avevano resistito allattacco dei turchi.
I lavori, interrotti per un trentennio, furono ripresi nel 1574 sotto il ducato di Ferdinando Castriota Scandenberg. Altri lavori vennero completati nel seicento e nel settecento allorché furono riempiti i fossati e molti canali di scolo delle acque.
- Iniziamo un percorso virtuale lungo le vecchie mure e attraverso le porte che si aprivano lungo di esse, partendo da Porta della Piazza fatta costruire da Stefano da Putignano sposato a Galatina con una figlia di mastro Andriolo nel 1566. La porta principale della città affiancava una porta cilindrica del vecchio castello e dava l'accesso a piazza S. Pietro. Questa porta ricostruita nel settecento prese il nome di Porta delle Beccarie per la presenza, nelle sue vicinanze, di parecchie macellerie e concerie.
- Dopo il casello, le mura proseguivano verso Porta S. Pietro o Porta Nuova. Affiancata ad essa vi era Torre Papadia.
- Prima di arrivare a Porta S. Giorgio, chiamata così fino alla metà del '500 per la presenza di una chiesa dedicata al santo e abbattuta insieme alla porta nel 1575 nel luogo dove oggi sorge la Chiesa delle SS. Anime del Purgatorio e all'altezza della Chiesa del Carmine, c'era poi un'altra torre anch'essa ,purtroppo, abbattuta.
- Dopo la porta S. Giorgio vi è un'altra torre ancora visibile da Vico Freddo e poi Porta dei Cappuccini chiamata così per il passaggio che questi frati facevano dal loro convento al monte di pietà da loro stessi fondato nel 1578 e che si trovava nellattuale vico del Monte. A quel tempo non esisteva la porta che venne costruita nel 1725, ma vi era una piccola strada, attualmente Via D'Aruca, che confinava con un canale per il displuvio delle acque. Successivamente la porta prese il nome di Arco Cadura dal momento che fu fatta ricostruire e rimasta così come la vediamo oggi dal sindaco Domenico Cadura nel 1803.
- Subito dopo vi era la Porta di S. Caterina o Porta Terra abbattuta nel 1896 durante il sindacato di Mario Micheli. Nello stesso periodo vennero colmati i fossati in quella zona grazie al lascito di Giuseppina Delli Ponti proprietaria dei suoli che in cambio ebbe dallamministrazione intitolata la strada a suo nome.
- Proseguendo vi era il torrione Nachi e poi Porta Luce, la più antica delle porte oggi esistenti. Prima di ricongiungerci con la porta che dava l'accesso a piazza S. Pietro ed al "Largo Fontana" lattuale piazza Alighieri vi era la torre Capano.
autore: <Raimondo Rodia>
impaginazione: <Bruno De_Riccardis>
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