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Lecce architettura barocco

Palazzo dei Celestini, Basilica di S. CroceL’arte rivela spesso l’animo di un popolo, ebbene nel caso del barocco leccese è l’espressione della città ma anche della regione che rappresenta: il Salento.

Quindi per capire meglio questo fenomeno bisogna entrare nella cultura di questo popolo, occorre infatti partire dalla conoscenza dello spirito di questa terra bruciata dal sole, per immergersi nell’arte che è solo simbolo dell’immaginario collettivo.

Lecce ed il Salento ultimo capoluogo dell’interminabile versante adriatico, dove si percepiscono i confini di una Europa che si proietta verso il mondo misterioso ed affascinante d’Oriente.

Qui la presenza del barocco spesso capriccioso ma non violento, giocoso senza essere fastidioso, esuberante ma non eccessivo, delicato e discreto come una vaporosa sopraveste che ricopre un corpo ambrato dal sole, diviene quasi una religione per questo popolo abituato dalla storia ad essere portatore di cultura vedi i miti e le leggende greche, i copisti greci e la prima casa dello studente dell’Europa occidentale (S. Nicola di Casole 1160)

Le atmosfere e le proiezioni delle ombre che si modulano sull’asfalto abbruniscono la pietra a volte logorata dal tempo creando effetti suggestivi difficili da dimenticare. Merito sicuramente, della pietra locale, calcarea, morbida e plasmabile, ma il merito va condiviso con gli abili scalpellini ideatori secondo i casi di esempi ora fragorosi e crepitanti, ora misurati e sobri, oppure eleganti e raffinati. Questi artigiani hanno scritto col bulino un testamento fantastico e pittoresco finché si vuole, ma pervaso di razionalità e di contraddizione, di sogni e aspettative, di coinvolgimenti culturali, religiosi e storici. La città si offre come un palcoscenico di pietra dove, di volta in volta, appaiono mascheroni, volute, figurazioni di santi, cariatidi e telamoni, ippogrifi e tiare papali, putti e pastorali, canestri ridondanti di fiori e frutta.

Il barocco leccese non aderisce alla riforma spaziale del tardo rinascimento esso ignora “tutto quello che fa barocco il barocco”. Il fascino del barocco leccese è racchiuso nella coltre decorativa che ricopre la superficie esterna delle chiese ed esplode nelle macchine degli altari, diviene quindi un esibizione ed una glorificazione dell’abbondanza agricola e naturalistica simboleggiata dalla cornucopia . La terra è un grembo che fa germogliare, che nutre, che dona i suoi frutti facendoli esplodere nella luce solare attraverso il ciclo delle stagioni, propizie o avverse secondo il volere di Dio (che così premia o punisce per l’ obbedienza ricevuta). Ecco spiegato il carosello di fiori e frutta: un autentica grazia divina.

Questo è il volto di Lecce che si rinnova passo dopo passo agli occhi di chi la visita teatrale, civettuola, fantasiosa. E come.... sempre in festa!

autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis>