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Manduria storia
lucernaio del Fonte pliniano ingresso al Fonte pliniano vasca di raccolta vasca di raccolta

Manduria è un importante centro alla confluenza delle vie di comunicazione dei territori salentini delle provincie di Lecce Brindisi e Taranto.
Fortezza messapica inespugnabile ha avuto nella sorgente d’acqua nota come “Fonte pliniano” un simbolo di resistenza agli attacchi nemici. La fonte che sgorga a pochi metri dalla chiesetta dedicata a S. Pietro Mandurino è stata protagonista non solo durante la guerra contro Annibale ma anche nelle battaglie contro Taranto e Roma. Il fonte costituiva una ricchezza per la popolazione che poteva dissetarsi durante i lunghi assedi posti alla città. Tra i tanti episodi ricordiamo la resistenza opposta al tentativo di conquista dei tarantini guidati da Archidamo di Sparta nel 338 a.C. e i saccheggi che dovette subire da Annibale durante le guerre puniche e successivamente dal console Quinto Fabio Massimo che la assoggettò definitivamente nella guerra che vide per la prima volta alleate le città messapiche con Taranto contro Roma. In questa guerra l’alleato re dell'Epiro, regione settentrionale della Grecia con capitale Ioannina che si trova di fronte alle coste orientali leccesi, intervenne nella battaglia usando per la prima volta gli elefanti che spaventarono le legioni romane ottenendo così una importante vittoria parziale.
Il ruolo di Manduria roccaforte è testimoniato dai resti delle tre cerchia di mura concentriche. La prima, quella più interna, risale al V secolo a.C. ed è costituita da blocchi irregolari di tufo posti di testa, la mediana, risalente al IV secolo a.C., è formata secondo uno schema greco con tufi disposti di taglio e di testa. La cinta esterna, la più poderosa e costruita in occasione della guerra contro Annibale, risale al III secolo a.C. e si estende per circa tre chilometri raggiungendo in alcuni punti un'altezza di sette metri ed uno spessore di cinque. Tutte tre le cinta murarie erano circondate da un fossato con caverne e passaggi sotterranei che conducevano all'esterno.
La città, rifiorita in epoca romana, dovette subire alla fine dell'impero un lento declino a causa delle numerose invasioni subite. Distrutta nel 547 da Totila fu ricostruita. Riconquistata dai Longobardi nel 924 subì una distruzione nel 977 da parte dei saraceni che la rasero al suolo. La cittadina risorse solo sul finire del XI secolo con il nome di Casalnuovo. Manduria riprese l’antico nome solo nel XVIII secolo grazie a Ferdinando I di Borbone.

necropoli fuori porta est strada e ingresso della porta est porta est sottopassaggio
cammino intermurario cammino intermurario fossato necropoli messapica
fossato circummurario cinta muraria esterna cinta muraria mediana particolare della cinta muraria mediana
autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis>