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Nardò > Cenate il Palazzo Vescovile

Palazzo Vescovile - vista frontalePosto lungo la direttrice Nardò - S. Caterina, in contrada "Cenate", il Palazzo venne edificato per essere adibito a residenza estiva del Vescovo della Diocesi di Nardò.
L' inizio della costruzione risale al 1755 su iniziativa dell'allora Vescovo Mons. M. Petruccelli e nel 1782, data della sua morte, l'edificio non era stato ancora terminato.
Dopo un lungo periodo di sospensione, i lavori vennero ripresi durante il vescovado di Mons. S. Lettieri e furono portati a termine nel 1838.
Dalla cronologia della costruzione (1755 - 1838), il palazzo si può collocare architettonicamente nel periodo neo - classico; tuttavia, pur nelle sue linee stilistiche essenzialmente di matrice neoclassica, sono presenti elementi decorativi barocchi che lo contraddistinguono e lo collocano tra le architetture del tardo - barocco leccese.

L'impostazione planimetrica a pianta quadrata con cortile interno, è quella tipica del "palazzo": dal cortile due rampe di scale, coperte, poste simmetricamente rispetto all'asse ingresso principale - ingresso posteriore, conducono agli ambienti del primo piano; mentre alcuni ingressi indipendenti servono gli ambienti del piano terra.
Nel complesso il palazzo è composto da un blocco centrale a due piani e da due corpi laterali ad un solo piano, posti simmetricamente rispetto all'asse della facciata, adibiti ad ambienti di servizio.
La tecnologia della costruzione è quella tipica del luogo: la muratura è portante, realizzata con conci di tufo estratti da cave locali; gli ambienti del piano terra sono coperti con volte a "spigolo" o a "botte", mentre quelli del primo piano hanno la copertura a padiglione ad eccezione di un solo ambiente con volta a "spigolo". Superiormente le volte sono impermeabilizzate in parte con battuto di calce e cocciopesto e in parte con mattonelle d'argilla che ne seguono, per la parte di estradosso, l'andamento.

Palazzo Vescovile - vista da destraSulla facciata principale i motivi artistici e decorativi presenti non abbondano in maniera fastosa, per cui l'immagine visiva del complesso è piacevole ed il manufatto elegante.
Le facciate laterali si presentano lineari, assolutamente prive di decorazione, ad eccezione della facciata della cappella, mentre il prospetto posteriore è caratterizzato dalla presenza di cinque arcate a tutto sesto impostate su grandi setti in muratura che inquadrano le finestre retrostanti e il portone centrale e che, sporgendo dal piano della muratura danno luogo al primo piano ad un balcone sul quale si affacciano cinque porte - finestre con due garitte poste a chiusura dei lati. Stilisticamente la costruzione è un compendio di elementi cinquecenteschi, e quindi neoclassici, e motivi barocchi.

Neoclassici sono: le lesene che scandiscono il ritmo della facciata; il cornicione superiore modanato a "mensola"; le finestre lineari sormontate da timpani triangolari sulla facciata principale; il portone d'ingresso inquadrato da due colonne con doppia rastremazione che si compendia al primo piano con la mensola della bifora che sovrasta lo stemma gentilizio In questo contesto neoclassico si inseriscono in maniera discreta i motivi barocchi: così le finestre del piano terra vengono arricchite ai lati da volute e fregi con il marcapiano del davanzale sorretto da spirali e bassorilievi, come pure la parte superiore del portone d'ingresso si ravviva con motivi decorativi. Anche la sagomatura dei balconi del primo piano è barocca nella composizione di linee rette e curve, sagomatura che si riscontra anche nelle piccole finestre poste nella parte superiore dei portoni laterali e che si ripetono nel cortile interno dove la decorazione diventa più fastosa e ricca nella modanatura degli archi e nella cornice degli ingressi delle scale. Si potrebbe concludere osservando che, dato il periodo lungo della costruzione, circa ottanta anni, la parte inferiore è di stile tardo - barocco, mentre la parte superiore è di stile decisamente neoclassico, avendo lasciato il protrarsi dei lavori il segno nella diversa conformazione stilistica.

testi: Santino Bove Balestra, Direttore Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Nardò - Gallipoli. foto: Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Nardò - Gallipoli