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PARABITA
La leggenda della Madonna del Carotto di Parabita
Parabita a antichissime origini era la Messapica Bavota, nel suo centro vi sono importanti contenitori culturali come diversi musei, tanto per citarne alcuni, il museo del vino, quello dei poster, e la raccolta di una preziosa collezione di quadri e sculture nel centralissimo palazzo Ferrari in via Vittorio Emanuele II. Interessante comunque il centro storico, il castello e la Basilica della Madonna della Coltura con un campanile che viene incendiato da fuochi pirotecnici nei giorni della festa patronale, ma di tutto questo parleremo approfonditamente in altre occasioni, oggi vi parleremo della leggenda della Madonna del Carotto.
Nel territorio di Parabita, nel punto più alto del Salento leccese, la Serra di S. Eleuterio ( 210 metri s.l.m.) esistono varie grotte che si aprono sul costone della serra . In una di queste cavità vi è la presenza di un dipinto raffigurante la madonna, questo ci fa supporre che sia stata usata nel medioevo da monaci anacoreti. Da tutto questo è nata una tradizione popolare che vuole che solo le persone, che hanno un comportamento corretto ed onesto possano accedere alla visione del dipinto. Infatti la grotta possiede due cavità, separate solo da una parete di roccia, con un buco ( "carotto" nel dialetto locale) da attraversare per raggiungere il luogo del dipinto.
Il luogo che custodisce l'affresco mariano è quindi raggiungibile solo attraverso il buco (carotto) non avendo entrate dall'esterno. La leggenda vuole che come succede a Roma nella famosa "Bocca della Verità" dove il malcapitato in caso di bugie, inserita una mano nella bocca gli viene immediatamente mozzata, nella nostra grotta, se si attraversa l'unica entrata il buco (carotto) esso si restringe sulle persone cattive e disoneste che per la loro condotta immorale non possono raggiungere la visione paradisiaca del bel volto della madre di Cristo .
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