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Soleto centro storico
finestra di palazzo Gervasi
particolare del piedritto di palazzo Gervasi
capriata in palazzo Gervasi
cisterna di palazzo Gervasi
capitello di palazzo Gervasi
acquasantiera di palazzo Gervasi

photo:
Antonella
Perrone

Il centro storico offre palazzi gentilizi, case a corte e chiese veramente interessanti. Segnaliamo, la chiesa delle SS. Anime del Purgatorio in via Dante Alighieri opera seicentesca con proposte legate al periodo della controriforma presenti nella lunetta del portale che rappresentano un Cristo benedicente che sovrasta le figure delle anime purganti poste ai lati.
Di fronte al portale d’ingresso della chiesa delle SS. Anime, ora sede di una banca locale, c’è il sedile, il vecchio municipio del XV secolo, mentre accanto alla chiesa, ma con entrata da piazza municipio, vi sono i resti di una antica spezieria cioè la farmacia dei nostri antenati.
Dall’altro lato della piazza la chiesa di S.Nicola affiancata dal monastero delle Clarisse, entrambe opere del coriglianese Francesco Manuli. Bello il portale intagliato sovrastato dalla statua del santo.
Molto interessante, anche, la chiesa della Madonna delle Grazie, nell’omonima, via terminata nel 1614 dall’architetto neretino Tarantino. All’interno possiamo ammirare una pregevole tela raffigurante la Madonna del Rosario dipinta nel 1607 dal neretino Donato Antonio Orlando ed il coro ligneo intagliato nel 1757 da mastro Francesco da Lequile.

Da segnalare la casa a corte “Vaccareddha” in via De Luca con ingresso ad arco a tutto sesto e la casa natale di Matteo Tafuri con arco catalano-durazzesco e una finestra con lo stemma. L’altra finestra mancante con l’iscrizione “Umile so ed umiltà me basta, dragon diventaro se alcun me tasta” è oggi conservata all’interno di palazzo Gervasi, insieme ad altri reperti della storia locale conservati a cura dell’associazione “Nuova Messapia”.
Non può essere trascurato palazzo Viva tra via Regina Elena e via XX settembre dimora dell’arciprete Nicola Viva mentre con errate iscrizioni segnaletiche e` attribuito alla famiglia Blanco o della Zecca. Interessante il bugnato esterno e la colonna ad angolo sormontata dallo stemma rappresentante l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, simbolo della famiglia Viva che, trasferitasi successivamente a Galatina, riporta lo stemma di famiglia nei palazzi di Galatina in corso Garibaldi e di in via Robertini con la sola aggiunta in alto a sinistra del sole per ricordare le origini soletane della famiglia.
Il vicino palazzo Gervasi ha un elegante portale con un balcone superiore a balaustra. Anche qui lo stemma del proprietario del palazzo cioè Lodovico Campofregoso proveniente da una nobile famiglia genovese e per un breve periodo detentore della contea di Soleto e Galatina.
Segnaliamo inoltre un arco catalano-durazzesco in via Manca sormontato da una statua ritenuta del generale Niceta Attanasi, lo stesso palazzo Attanasi probabile casa del generale in via Alighieri con stemma tripartito ed iscrizione sulla cornice del mignano e palazzo Carrozzini in via S.Antonio con un bel portale sormontato da un simbolo alchemico il triscele, cioè la ruota dell’infinito.
In via XX settembre troviamo un palazzo con portale bugnato, con stemma ed iscrizioni del 1582 dimora probabile del diacono Angelo Rivilla,poi palazzo Rizzo e, successivamente, palazzo dei Sergio in via Salomi con interessanti decorazioni.
In via Fanti possiamo ammirare l’eccezionale veroncino tardo gotico e, nella stessa via, un mignano del XVI secolo e poi palazzo Arcudi con le sue bellissimo finiture, pero` mancante di un balcone crollato che giace all’interno del vicino municipio.
Porta S. Vito e` l’unica rimasta delle quattro porte una volta esistenti.
Fuori dall’abitato segnaliamo la masseria Torre sulla via per Sogliano che da` il nome all’intera zona. La costruzione, che conserva ancora intatte le caditoie, e` nata come torre di avvistamento e fu importante nel periodo borbonico per essere stata sede di ritrovo dei carbonari della zona.

autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis>