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Veglie
storia
I diversi reperti archeologici, in verità poco conosciuti, testimoniano che le origini di Veglie risalgono al tempo dei messapi. Il più importante è senza dubbio il ritrovamento nel 1957 di una tomba messapica il cui arredo funerario, da collocare tra i sec. IV-II a.C., è esposto presso il museo Provinciale "S. Castromediano" di Lecce. Veglie, dopo essere stata distrutta da Francesco I Del Balzo, duca di Andria, fu infeudata nel 1419 tra i possedimenti di Tristano di Chiaromonte, conte di Copertino, per dote della moglie Caterina Del Balzo-Orsini figli del principe di Taranto Raimondello e della contessa di Lecce Maria d Enghien. Nel 1468 fu infeudata a Pirro Del Balzo, per dote della moglie Sancia di Chiaromonte, contessa di Copertino. Dopo la "congiura dei Baroni", con bolla del 1487 di Federico d Aragona, Veglie passò alle dipendenze dirette della corona. Nel 1494 Veglie fu concessa a Bernardo Granai-Castriota per meriti di guerra; indi nel 1549 ritornò alla "Cesarea Maestà di Carlo V" per essere poi venduta nel 1557 agli Squarciafico, ricca famiglia di mercanti genovesi divenuti nel frattempo conti di Copertino. Nei secoli successivi, per diritto ereditario si susseguirono come |