Anticamente, dove ora sorge il nostro paese, c'era un'immensa festa ; in essa abbondavano piante del genere delle "salicacee", dette volgarmente "Salici". Da esse trasse il nome Salice. L'aggettivo Salentino fu aggiunto dopo per distinguerlo dai paesi dello stesso nome esistenti in altre regioni d'Italia. Salice, originariamente, era un Casale, ossia un piccolo agglomerato di case di contadini, contava circa un centinaio di famiglie e fu sotto diversi baroni e signori feudatari. Nell'anno 1294 Salice, che nel frattempo si era accresciuto, da casale fu elevato a rango di baronia ; uno dei primi baroni di Salice fu un certo Pandolfo, appartenente alla nobile famiglia degli Aldemorisco, originaria della Grecia. Nel 1392 Salice passava sotto il dominio di Raimondello Orsini Del Balzo, che diventato Principe di  Taranto e di tutta la Terra d'Otranto, costruì un sontuoso castello che in seguito fu trasformato in abitazioni private. Dopo la sua morte, avvenuta il 7 gennaio 1405, Salice passò sotto il dominio di vari feudatari e dopo sotto il governo spagnolo. Fu quello un periodo molto triste! Alla miseria degli anni precedenti si unì la peste che contagiò tutta la regione ; a questo si univa la prepotenza dei signori feudatari. Salice seguì la sorte degli altri paesetti e passò da uno all'altro dei baroni finché uno di essi nel 1569 lo vendette al signor Giovanni Antonio Albricci che si stabilì a Lecce ed acquistò la cittadinanza leccese. Egli era padrone di molti casali : ma fra tutti preferì Salice e seppe governare molto bene questo piccolo paese tanto che il re di Spagna, nel 1591, elevò Albricci da Barone a Marchese. Si deve alla generosità del Marchese la costruzione del convento dei frati minori. Dopo la morte di Albricci altri feudatari si sono succeduti nella nostra Salice, tra cui ricordiamo i Filomarino e i Leone De Castris. A questo punto, è giusto nominare altri personaggi che si sono distinti nel nostro paese : 

Avv. Giuseppe Leopoldo Quarta, autore di una storia di Salice non ancora pubblicata. Esiste, infatti, il manoscritto conservato negli archivi della Parrocchia S. Maria Assunta.

Vesc. Raffaele Faggiano, uomo di grande virtù per il quale si è aperto il processo di canonizzazione. Morì nel 1960.

Comm. Pierino Leone, presidente del Consorzio Agrario e dell'ospedale Civile di Lecce, noto anche per la sua azienda vitivinicola Leone De Castris conosciuta in tutto il mondo.

                    

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