USI & COSTUMI

USI SULLA NASCITA

Appena la donna salicese comprende che deve diventare madre, annunzia a parenti, cumari, vicine, la fausta notizia con sulle guance un rossore che la rende più bella. A Salice si pensa che se il volto della madre si ingrossa o si abbellisce nascerà una femmina ; mentre un volto sciupato, pieno di lentiggini indica un maschietto. In oltre la madre mette nell'acqua bollente un' orecchietta ed un maccherone di zita che al bollire vanno su e giù : se essa vede salire a galla prima l'orecchietta, pronostica la nascita di una femmina, se avviene il contrario ritiene che avrà un maschio. Si avrà auspicio di un figlio maschio anche se la madre, durante i nove mesi di gravidanza, subirà una caduta. Generalmente questi auspici sogliono farsi per il primogenito, quello più atteso, perchè, dopo, la buona mamma salicese accetterà tutto : "me lu piju comu Diu me lu manna ". Di solito il primogenito ha il nome del nonno paterno o della nonna materna, a seconda che esso sia maschio o femmina, per onorare i genitori. Sino ad alcuni anni fa, si fasciavano le gambe e le braccia del bambino, credendo che, così, sarebbe cresciuto dritto e lo si manteneva in questo atteggiamento di mummia egiziana fino a quaranta giorni.

 

USI SUL FIDANZAMENTO E SUL MATRIMONIO

Ogni ragazza, giunta alle soglie della giovinezza, comincia a sognare l'amore e vuol conoscere quale sarà la sua sorte in merito al matrimonio. Così, nelle sere di estate quando la luna brilla, ogni fanciulla la guarda recitando per nove volte e per nove sere la seguente preghiera :

Luna splendente in cielo

fammi sognare dormendo

l'uomo che avrò vivendo.

Alla fine, se durante i suoi sogni, ha visto qualche giovane, è sicura che quello sarà il suo futuro marito.

Il giovane, invece, invaghitosi di una ragazza, comincia a passeggiare per la via dove lei abita, lanciandole delle occhiate furtive che fanno capire all'interessata la sua intenzione.

Il matrimonio è preceduto da alcune cerimonie di carattere religioso e profano. La prima di queste cerimonie è la "promessa". Essa, che viene fatta alla presenza del parroco, si svolge una ventina di giorni prima dello sposalizio e, quasi sempre, il sabato precedente la prima pubblicazione ; dunque è una cerimonia religiosa a cui intervengono gli invitati e che si svolge in casa della sposa. Poichè Salice ha un carattere prevalentemente agricolo, il periodo preferito per il matrimonio è "dopu la campagna", quando cioè in ogni casa per la vendita di uva e olive c'è più abbondanza di denaro. Quanto ai giorni della settimana la preferenza va alla domenica e al sabato, ma non si sposa nè il martedì nè il venerdì perchè ritenuti giorni di cattivo augurio, nè il mese di novembre, mese consacrato ai morti. La cerimonia si svolge in due fasi : la prima di mattina, meno sfarzosa, la seconda di pomeriggio, rumorosa ed allegra. Finita la cerimonia, i conoscenti rivolgono gli auguri e tutti ritornano nelle proprie case.

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